Giuseppe Molinari, nato il 12 maggio 1874 a Porto Maggiore, 44 anni

Allegato n. 35

VERBALE DI INTERROGATORIO

L’anno 1918 il giorno 12 del mese di Giugno in Milano, Via Pace 9 all’Ospedale Militare di Riserva; ore 9.30;

Davanti a noi, addetti all’ufficio del Generale Ispettore del Comando del Corpo d’Armata di Milano, ed appié del presente atto sottoscritti si é presentato all’interrogatorio del Sig. Molinari Giuseppe di fu Alessandro, nato a Porto Maggiore il 12 maggio 1874, impiegato presso Ditta Sutter, abitante a Milano in Via S. Sofia 27;

Diffidato il predetto di dire tutta la verità e null’altro che la verità e di mantenere il segreto sulla sua deposizione viene raccolto a verbale la seguente dichiarazione:

Il mio compito presso lo stabilimento era quello di magazziniere e sorvegliante dello spolette Clergon.

Poco prima del disastro sono entrato nel capannone esploso e il numero delle casse depostevi era di circa 400 allogate nelle testata verso la mensa, mentre nell’altro angolo di fronte al tavolo delle operaie erano deposte una cinquantina di casse.

Uscito da questo locale mi portai al 1° capannino della stessa 1° fila e poi al 2° dal quale udii lo scoppio. Questo fu un un colpo unico, rotondo e breve. Parebbe a me che se lo scoppio fosse avvenuto nelle casse, anche per simpatia la detonazione avrebbe dovuto essere multipla anziché unica.-

Parecchie volte per il mio incarico speciale ho visto cadere anche da un metro e mezzo d’altezza, e cioé dal carello, casse di petardi e granate di qualsiasi genere, ho visto, per sbadataggine dei facchini addetti al trasporto, lanciare con violenza le casse sul vagone, senza che fosse avvenuto inconveniente alcuno. Anche per effetto della permanenza di petardi nei bidoni della paraffina calda, nessuno scoppio é avvenuto. In generale mi sono fatta la convinzione che né per urti, né col calore della parafina lo scoppio avvenisse.

Due giorni prima dello scoppio il Tenente Dusnasi mi avvertì che occorreva aumentare la produzione dei petardi P.O. Ed anche degli altri, perché un telegramma dal fronte ne richiedeva, avvisando esservene colà deficienza. Mi meravigliò quindi che proprio nel momento in cui al fronte ce n’era bisogno, qui avvenisse la distruzione di essi.

Noto pure che fino a 15 giorni prima i dirigenti dello stabilimento, al rientro degli operai dopo la colazione al lavoro, e cioé alle ore 13, erano tutte al loro posto di direzione, mentre invece dopo stabilirono, credo, fra loro un turno in modo che un solo ingegnere doveva dalle ore 13 alle 14 ½ essere di servizio per sorvegliare il lavoro di tutto lo stabilimento. In fatto però quel giorno non si é visto nessuno.-

Appena ferito mi recai al locale di mensa per farmi medicare dai cucinieri. Nel passare davanti alle abitazioni degli ingegneri Basler e Usberg nessuno delle loro famiglie ho visto fuori, il che mi convince che sono state allontanate precedentemente.

Sulle cause dello scoppio quantunque io non mi possa esprimere né pro, né contro, ho il convincimento che si tratti di un tradimento, perché i dirigenti sono svizzeri tedeschi, e gli svizzeri tedeschi sono più tedeschi dei tedeschi.

Letto, approvato e sottoscritto, previa approvazione della frase “quivi non trovai nessuno”.-

F° Molinari Giuseppe

F° Ten. Colo. Colombo Ascanio – F° Tenente Enrico Fiamberti

Dichiaro che le condizioni di mente del Signor Molinari Giuseppe sono perfettamente integre tale da rendere attendibile la sua dichiarazione.