La Memoria Restituita

La Memoria Restituita è un progetto realizzato nel 2022 dall’Assessorato alla Cultura e Pace del Comune di Bollate sul valore della Memoria e sull’importanza di conservare le testimonianze della nostra Storia passata affinché diventi patrimonio di tutti.
Il progetto, composto da una mostra documentale e da un documentario, viene interamente qui riproposto in maniera virtuale perchè rimanga sempre un monito e una testimonianza per NON DIMENTICARE.

LA MOSTRA
STORIE RESTITUITE è una mostra che venne allestita per la prima volta nel 2020 alle Galleria d’Italia a Milano a conclusione di un progetto biennale di riordino e inventariazione del fondo archivistico EGELI della Cariplo curato dall’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo nell’ambito del Progetto Cultura.
L’Ente Gestione e Liquidazione Immobiliare (EGELI) nasce nel 1939 come organo governativo con un ruolo chiave nella spoliazione degli ebrei a causa delle leggi razziali. Le confische dei beni mobili e immobili a cui furono sottoposti fra 1939 e 1945 gli ebrei presenti sul territorio italiano rappresentano un aspetto poco noto della politica antisemita del regime fascista; queste misure costituirono però un primo passo verso la persecuzione, privando molti cittadini delle fondamentali fonti di sostentamento e di fatto ponendoli al di fuori della società civile.
L’Amministrazione comunale di Bollate, nel 2022, ha voluto fortemente ospitare nella nostra città la mostra Storie Restituite, arricchendola della documentazione relativa alle vicende di una famiglia di nostri concittadini costretti a subire le discriminazioni e gli abusi di potere del regime fascista, che li spoglia dei loro diritti e della loro casa: li priva delle loro certezze e della loro identità.
Da un lavoro di ricerca compiuto nell’Archivio Storico del Comune di Bollate sono emersi importanti documenti che testimoniano il clima persecutorio imposto dal regime fascista e dalla zelante attività delle Istituzioni nazionali impegnate nell’applicazione delle disposizioni governative.
Accadeva in Italia, è accaduto anche a Bollate.

Documenti dell’Archivio Storico Comunale

La vicenda della famiglia di Roberto Brandl

Rappresentante di articoli di cancelleria, definito viaggiatore nei documenti conservati nell’Archivio Storico del Comune di Bollate, Roberto Brandl nasce a Vienna il 22 giugno 1891 e sposa a Trieste Elfrida Neumann il 22 giugno 1924. La coppia si trasferisce poco dopo a Milano, dove nascono i figli Alfredo, nel 1925, e Lily, nel 1926. Il 5 novembre 1938, dodici giorni prima dell’entrata in vigore delle cosiddette “leggi razziali”, Roberto Brandl giunge a Bollate con la famiglia, dove prende in affitto una villetta della Cooperativa La Casa Economica del Fascio, al numero 7 di via Radice Fossati, l’attuale via Antonio Gramsci.
La sua attività lavorativa lo porta a frequenti viaggi sul territorio italiano, interrotti sempre più frequentemente dai controlli della Polizia, che segnala alla Questura di Milano la presenza di “Brandl Roberto di Salomone – ebreo germanico” a bordo dei treni dello Stato e ne impedisce la prosecuzione. Sono i primi provvedimenti di attuazione delle leggi razziali nei suoi confronti, a seguito delle quali verrà diffidato a non circolare liberamente senza autorizzazione da parte delle autorità competenti. La Questura di Milano prosegue l’attività di controllo con richieste urgenti di informazioni relative all’intera famiglia Brandl, inviate al Comune di Bollate e al Comando dei locali Carabinieri.
Il 18 gennaio 1943 il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa la Casa Economica delibera l’espulsione di Roberto Brandl dalla stessa cooperativa in quanto appartenente “alla razza ebraica” e ne revoca l’assegnazione della villetta. Nello stesso anno la famiglia Brandl, sempre più vessata e ormai in evidente pericolo per la propria sopravvivenza, abbandona la sua abitazione e si rende irreperibile. Dal 1° novembre 1943 la villetta di via Radice Fossati viene occupata da Renato Toma e Alessandro Bolongaro.
Nel 1944, a seguito dell’attuazione di due decreti di confisca disposti dal Capo della Provincia di Milano, l’abitazione e i beni mobili contenuti vengono espropriati e incamerati dallo Stato attraverso l’EGELI (Ente Gestione e Liquidazione Immobiliare), che ne affida la gestione al Credito Fondiario della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde (Cariplo).
Al termine della guerra, con decreto del Prefetto della Provincia di Milano datato 3 luglio 1945, viene disposta la revoca della confisca. Il 28 dicembre 1945 Roberto Brandl firma il verbale di riconsegna dei beni confiscati e rientra con la famiglia nella sua abitazione.
Roberto Brandl muore il 3 giugno 1969. La moglie Elfrida impartisce lezioni di pianoforte nel salotto della villetta di via Gramsci fino agli anni ‘70 del ‘900. Muore il 17 marzo 1988.
Non sappiamo dove si sia rifugiata la famiglia Brandl presumibilmente dall’autunno del 1943 fino al termine della guerra.

In alto a sinistra compare, barrato, l’indirizzo dell’abitazione, che durante il fascismo era Via Radice Fossati n. 7. La cancellazione è avvenuta alla fine della guerra, quando si è proceduto al cambiamento della toponomastica cittadina. La via viene dedicata ad Antonio Gramsci.
Il Foglio di Famiglia riporta i nomi di Roberto Brandl, della moglie Elfrida Neumann e dei figli Alfredo e Lily.
Al centro del foglio, la parola “Ebreo”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Sezione Fogli di Famiglia

Certificato di nascita Neumann Elfrida Anna, moglie di Roberto Brandl, rilasciato il 15 marzo 1939 dal Comune di Trieste.
L’atto contiene anche una “ANNOTAZIONE MARGINALE” che certifica il matrimonio Brandl-Neumann.
I timbri presenti sul documento sono dell’Ufficio Municipale III Anagrafe e razza e della Comunità Israelitica di Trieste.
La parola “Ebreo”, apposta negli uffici dell’anagrafe comunale di Bollate, occupa il centro della pagina e marchia in maniera indelebile la condizione della famiglia Brandl.

Archivio Storico Comune di Bollate, Sezione Fogli di Famiglia

La lettera invita espressamente a “provvedere per le annotazioni da eseguirsi in margine all’atto di matrimonio Brandl-Neumann […] e agli atti di nascita dei minori Brandl Alfredo e Lily […]”

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5

Nella comunicazione del Commissario Prefettizio del Comune di Bollate al locale Segretario del Partito fascista, vengono segnalate le “persone appartenenti alla razza ebraica” che vivono a Bollate.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5

La comunicazione della Questura di Milano al Podestà e ai Carabinieri di Bollate informa dell’episodio di fermo di Roberto Brandl alla stazione di Formia sul treno diretto a Napoli.
Roberto Brandl è costretto al rientro a Bollate con la diffida “a non recarsi in zone militarmente importanti” senza preventiva autorizzazione, 31 maggio 1941.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 144, Fascicolo 61

Nella presente accusa di ricevuta del Commissario prefettizio del Comune di Bollate alla Questura di Milano, viene confermata la diffida a Roberto Brandl a non recarsi in zone “militarmente importanti” senza preventiva autorizzazione, 7 giugno 1941.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 144, Fascicolo 61

Nella presente comunicazione della Questura di Milano ai Podestà e ai Commissari Prefettizi della Provincia di Milano ad oggetto “Revisione censimento ebrei”, oltre alle informazioni su identità, professione e residenza vengono richiesti “numero e data della dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5

Nella presente comunicazione del Commissario prefettizio di Bollate alla Questura di Milano viene trasmesso, in allegato, “l’elenco degli ebrei residenti in questo Comune”, 24 settembre 1941.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5

Elenco degli ebrei residenti a Bollate e relative informazioni trasmesso dal Commissario prefettizio di Bollate alla Questura di Milano in allegato alla comunicazione del 24 settembre 1941.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5

Circolare inviata dalla Prefettura di Milano ai tutti i podestà e commissari prefettizi della Provincia di Milano ad oggetto: “Appartenenza alla razza – Nati da matrimonio misto dopo il 1° ottobre 1938 – XVI ”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 128, Fascicolo 10

Richiesta del Presidente della Cooperativa “La casa economica di Bollate” al Podestà del Comune di Bollate di “conoscere la posizione razziale del Sig. Brandl Roberto”. Roberto Brandl era socio della cooperativa, che gli aveva assegnato un appartamento in via Radice Fossati. Nel gennaio del 1943 verrà cancellato dall’elenco dei soci e la sua famiglia sarà espulsa dall’abitazione assegnata.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5

Risposta del Commissario prefettizio del Comune di Bollate al Presidente della Cooperativa “La casa economica di Bollate”, 30 settembre 1942.
Il Commissario dichiara di non poter trasmettere le informazioni richieste “in ottemperanza alle disposizioni prefettizie”. Propone tuttavia un incontro nel quale “saranno dati maggiori chiarimenti in merito”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5

Diffida del Commissario prefettizio del Comune di Bollate a Renato Toma a sgomberare i locali occupati abusivamente “nella villetta di proprietà della Casa Economica del Fascio di Bollate”. Si tratta dell’abitazione confiscata alla famiglia Brandl, che dal novembre 1943 si è resa irreperibile mettendosi in salvo lontano da Bollate, 4 gennaio 1944 .

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1942 all’anno 1953, Cartella 26, Fascicolo 2.

Lettera del vice reggente federale di Milano del Partito Repubblicano Fascista al Commissario prefettizio del Comune di Bollate con la richiesta di annullare la diffida nei confronti di Renato Toma e Alessandro Bolongaro, i due esponenti del regime che avevano occupato abusivamente con le rispettive famiglie l’abitazione di Roberto Brandl, 8 gennaio 1944.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1942 all’anno 1953, Cartella 26, Fascicolo 2.

Risposta del Commissario prefettizio del Comune di Bollate al Partito Repubblicano Fascista che motiva la decisione di dare corso al procedimento di sfratto nei confronti di Renato Toma e Alessandro Bolongaro, 12 gennaio 1944.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1942 all’anno 1953, Cartella 26, Fascicolo 2.

Il Commissario prefettizio del Comune di Bollate scrive alla federazione milanese del Partito Repubblicano Fascista per comunicare l’annullamento dello sfratto di Renato Toma e Alessandro Bolongaro, occupanti abusivi dell’abitazione confiscata alla famiglia Brandl: “i sigg.ri Toma Renato e Bolongaro Alessandro possono rimanere nei locali occupati in casa Brandl”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1942 all’anno 1953, Cartella 26, Fascicolo 2.

Il Commissario prefettizio di Bollate risponde alla Questura di Milano comunicando le generalità dei componenti della famiglia Brandl.
In calce viene annotato che “Nel novembre u.s. tutta la famiglia si è allontanata da Bollate per ignota destinazione e si mantiene irreperibile”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1942 all’anno 1953, Cartella 26, Fascicolo 12.

Richiesta dell’Intendenza di Finanza di Milano a tutti i Comuni della provincia per la predisposizione e l’invio di “un elenco delle persone appartenenti alla razza ebraica”.
Viene citato come riferimento di legge il DLD (Decreto Legislativo del Duce) n. 2 del 4 gennaio 1944, che contiene le “Nuove disposizioni concernenti i beni posseduti dai cittadini di razza ebraica”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5.

Nella presente il Commissario prefettizio di Bollate trasferisce l’elenco richiesto all’Intendenza di Finanza di Milano.
Non compare nell’elenco Lily Brandl, la figlia di Roberto Brandl che aveva da poco lasciato l’Italia.
Nei documenti dell’Archivio Storico comunale non si hanno invece notizie di Namias Enzo, citato nel documento.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5.

Richiesta del Capo della Provincia di Milano, Oscar Uccelli, ai Podestà della provincia di un elenco degli ebrei residenti in tutti i comuni “con l’indicazione di tutti i beni mobili ed immobili di loro proprietà che devono essere sottoposti a sequestro […]”.
I beni dovranno poi “essere destinati a beneficio degli indigenti sinistrati dalle incursioni aeree nemiche”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5.

Risposta del Commissario prefettizio del Comune di Bollate alla Prefettura di Milano con la quale si trasmettono informazioni sulle proprietà mobiliari e immobiliari presenti sul territorio comunale e appartenenti a ebrei residenti e non residenti.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5.

Con il presente telegramma il Commissario prefettizio del Comune di Bollate alla Prefettura di Milano conferma il ricevimento della circolare prefettizia “relativa precettazione ebrei a scopo di lavoro”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 127, Fascicolo 5.

Circolare della Prefettura di Milano ai podestà e commissari prefettizi della Provincia di Milano ad oggetto: “Precettazione degli ebrei a scopo di lavoro”.
Viene disposto che “Tutti gli ebrei predetti dovranno denunciare a questa Prefettura le proprie generalità, le condizioni fisiche e famigliari, le proprie capacità lavorative, la occupazione, e la residenza abituale”.

Archivio Storico Comune di Bollate, Atti dall’anno 1898 all’anno 1941, Cartella 128, Fascicolo 10

Il DOCUMENTARIO
LA MEMORIA RESTITUITA
Nel più ampio progetto di valorizzazione della memoria storica locale, accanto alla mostra Storie Restituite è stato realizzato il docufilm La Memoria Restituita, che dà il nome all’intero progetto e che raccoglie l’eredità culturale della Memoria nelle testimonianze dei figli di tre deportati bollatesi – Olivio Bosero, Elia Mondelli e Angelo Bergamaschi – e in quella straordinaria di Edith Bruck, che ricorda la drammatica esperienza vissuta nei campi di concentramento.
Con la partecipazione degli studenti dell’ITCS Primo Levi di Bollate e di Gabriele Nissim, saggista e Presidente di Gariwo.